MONVMENTVM AERE PERENNIVS

di Adele Tosanotti

Ottobre 1932. Benito Mussolini inaugura a Roma un maestoso obelisco in marmo bianco, sul quale campeggia l’iscrizione MVSSOLINI DVX. In questo giorno di festa, una grande folla applaude il Duce: per il decimo anniversario della Marcia si è radunata nel nuovo Foro che porta il suo nome, e l’evento è accuratamente documentato dalla macchina propagandistica del regime. Tuttavia, non tutti sanno che sotto l’obelisco è celato qualcosa di immensamente prezioso, ma non destinato al plauso degli astanti.
Alla base del monumento è interrata una cassetta in metallo, contenente alcune medaglie commemorative e un documento di straordinaria rilevanza storiografica: il Codex Fori Mussolini. Si tratta di un testo latino, composto dal latinista e filologo Aurelio Giuseppe Amatucci e vergato a mano su pergamena, che costituisce un unicum nella produzione documentaria del regime fascista. È infatti un messaggio espressamente concepito per le generazioni future: una sorta di “capsula del tempo”, destinata a tramandare la versione ufficiale della storia fascista nella lingua dell’Antica Roma.