OLTRE PEAKY BLINDERS: OSWALD MOSLEY E IL FASCISMO INGLESE

di Federico Sesia

Grazie alla popolare serie Netflix Peaky Blinders il grande pubblico ha sentito parlare di sir Oswald Mosley e del suo partito, la British Union of Fascists (BUF), anche se calati nel contesto romanzato della narrazione televisiva. Un fenomeno marginale come i movimenti fascisti inglesi ha quindi ricevuto un’attenzione che va oltre la ristretta cerchia degli addetti ai lavori, cosa notevole se si considera la scarsa rilevanza del fenomeno nella storia contemporanea delle isole. Nel corso degli anni Venti e Trenta infatti la diffusione di gruppi e partiti più o meno ispirati dal fascismo ha avuto risonanza ridotta nell’anglosfera, principalmente per ragioni di ordine interno ai paesi in questione.

IL GRANDE INCENDIO DI LONDRA

di Nicoletta Iannuzzi

Il Grande Incendio di Londra, scoppiato il 2 settembre 1666, devastò gran parte della città, già prostrata da un’epidemia di peste. Originatosi in una panetteria, il fuoco si propagò rapidamente a causa di diversi fattori. Nell’arco di quattro giorni le fiamme distrussero 13.200 edifici, tra abitazioni e diverse chiese, causando centinaia di migliaia di sfollati. La risposta iniziale delle autorità fu inefficace, a cui si aggiunse la diffusione della paranoia di un possibile attacco doloso, culminata nella condanna a morte di un innocente. La ricostruzione portò a norme edilizie più rigorose, mentre la realizzazione del Monumento dedicato al Grande Incendio simboleggia la resilienza di Londra.

L’OCCUPAZIONE ALLEATA DELL’ISLANDA

di Davide Galluzzi

L’occupazione alleata dell’Islanda, iniziata con l’invasione inglese del 10 maggio 1940 e terminata con il ritiro dei Marines statunitensi dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, fu un evento spartiacque nella storia dell’isola perché rappresentò la rottura di un isolamento secolare e l’entrata, seppur indirettamente, in un conflitto europeo e mondiale. Inoltre, è stato durante questo periodo di occupazione straniera che giunse a compimento il processo di totale indipendenza dell’Islanda dalla Corona danese e la successiva integrazione nel blocco NATO, superando così quella neutralità su cui si era a lungo basata la politica estera di Reykjavík. Stranamente, questo evento così importante, non solo per il popolo islandese, è stato spesso sottovalutato dalla storiografia, non trovando forse il giusto spazio che meriterebbe.