GLI AZTECHI E LA PRATICA SACRIFICALE

di Michele Gatto

Fare luce sulle popolazioni mesoamericane, o più in generale precolombiane, non è semplice a causa della scarsità di fonti, nella maggior parte dei casi spazzate via dall’arrivo degli Europei. Nonostante tutto, gli stessi cronisti che parteciparono alla conquista dell’impero azteco ci hanno lasciato dei resoconti utilissimi, sebbene parziali ed incompleti. Lo scopo di questo articolo è quello di provare a spiegare un aspetto fondamentale della vita degli Aztechi, cercando non solo di attuarne una breve ricostruzione, ma anche di illustrarne le reali motivazioni. Si tratta di una pratica che inorridì gli Spagnoli, poi da essi strumentalizzata per sostenere la barbarie di quella civiltà e giustificarne l’annientamento: il sacrificio umano.

IL MITO DI ALESSANDRO VI: DA PASQUINO AI GIORNI NOSTRI

di Sofia Degli Esposti

I Borgia sono, come li ha definiti M. Mallett, «the most infamous family in history». Innumerevoli romanzi, serie TV e articoli sono stati scritti su di loro e l’interesse per questa famiglia non accenna a diminuire. Perché sono così interessanti e intriganti? Quali aspetti delle loro personalità stimolano l’immaginazione di romanzieri e sceneggiatori, rendendoli appassionanti per il pubblico? Qui si vuole ricostruire il mito di Alessandro VI: dalle pasquinate che lo prendevano di mira, ai romanzi e alle serie televisive dei giorni nostri. Analizzando le caratteristiche delle pasquinate, si esaminerà come le accuse al loro interno, poi espanse in altri generi letterari, e le dicerie popolari sui Borgia, abbiano posto le basi per la creazione del mito negativo di Alessandro VI e della sua famiglia.

“COSE STRANE E ORRIBILI”, L’ARRIVO DEL POMODORO IN ITALIA

di Beatrice Cattaneo

«I pomodori del mio orto portavano nel loro DNA un pizzico di quella storia» afferma Charles C. Mann in 1493, Pomodori tabacco e batteri, come Colombo ha creato il mondo in cui viviamo (2013), in riferimento alle sue ricerche riguardo le origini di questo famosissimo alimento. È sorprendente, e l’autore lo sottolinea spesso, come le cose che oggi riteniamo più scontate e a portata di mano – e che ci verrebbe da definire parte tradizionale della nostra dieta – in realtà abbiano una storia che le conduce molto lontano da noi, sia nel tempo che nello spazio. Grande fascino, in questo senso, riveste sicuramente il legame tra la storia e la biologia nello studio di flora e fauna, che ha condotto a degli studi di grandissimo interesse anche e soprattutto nell’ambito della storia dell’alimentazione…

FRANCISK SKORYNA, PADRE DELLA STAMPA BIELORUSSA

di Davide Galluzzi

L’invenzione della stampa a caratteri mobili rappresentò sicuramente un punto di svolta della storia dell’umanità. A partire dal 1450 la stampa si diffuse progressivamente in tutta Europa e le città del Vecchio Continente, luoghi di contatto e circolazione di idee ed innovazioni, videro la nascita di innumerevoli stamperie .
La nascita e diffusione di queste attività è assai conosciuta per quanto riguarda l’Europa centro-occidentale, ma assai meno si discute, solitamente, circa l’arrivo della stampa in Europa orientale e l’influenza che questo nuovo tipo di industria ebbe su quei territori. Vale forse allora la pena di spendere qualche parola riguardo uno degli uomini che più ha influito sull’arrivo di questa nuova tecnologia nel Granducato di Lituania: Francisk Skorina, “figlio dell’illustre Città di Polotsk”.

IL FASCINO DEL VAMPIRO TRA FOLKLORE E ILLUMINISMO

di Beatrice Cattaneo

La figura del vampiro, fortemente radicata nella cultura e nei contesti storici e geografici dai quali proviene, più che una semplice costruzione immaginifica risulta essere un mito connesso con tutto un mondo simbolico di credenze e superstizioni intimamente legate alle paure quotidiane. 
figura, originata dal folklore dell’est Europa. L’incontro tra questi due mondi, avvenuto ai tempi dell’Illuminismo, ebbe alterne fortune e rappresentò un importante paradosso nell’epoca del razionalismo. 

IL VINO IN ETÀ MODERNA

di Davide Galluzzi

La produzione ed il consumo di vino sono, da millenni, due aspetti sempre presenti nell’attività umana. Quando, oggi, sorseggiamo un calice di buon vino difficilmente siamo consapevoli dell’importanza che tale bevanda aveva per i nostri antenati, né, tantomeno, pensiamo al forte valore simbolico che esso ha avuto nel corso dei millenni. Ripercorriamo quindi insieme la storia del vino in Età moderna, concentrandoci su tre aspetti: la bevanda come bene di prima necessità, l’aspetto simbolico-religioso e l’utilizzo del vino in ambito medico.

IL GOTICO HAITIANO

di Beatrice Cattaneo

Il 16 agosto 1791 alcune piantagioni di zucchero della colonia francese di Saint Domingue – oggi Repubblica di Haiti – vennero date alle fiamme. In seguito a questo episodio, alcuni testimoni dei fatti denunciarono l’esistenza di un complotto pianificato dagli schiavi neri dell’isola ed il cui scopo ultimo consisteva nell’organizzare una rivolta e uccidere i padroni bianchi, per impadronirsi della colonia. Pare che queste affermazioni inquietanti non fossero state prese sul serio dalle autorità, tanto che a Cap Français, la città più grande ed importante del territorio, il pericolo non venne considerato realistico. Tuttavia, la settimana successiva a questi eventi – più precisamente il 23 agosto 1791 – gli schiavi neri, erroneamente ritenuti incapaci di organizzare una rivolta, si ribellarono contro la minoranza bianca. Dopo aver distrutto e dato fuoco alle piantagioni di zucchero più ricche di Saint Domingue, gli schiavi si diedero a diverse forme di violenza, uccidendo i padroni bianchi e tutti coloro che furono visti come oppressori, i quali si frapposero fra loro e l’agognata ricerca di libertà. Questa situazione diede il via ad un crescendo di violenza in cui per la prima volta, come affermato da Jeremy Popkin in A coincise history of the Haitian Revolution (2012), una popolazione di origini africane fu in grado di ribaltare le proprie sorti ribellandosi alla popolazione bianca. Questa situazione ebbe il proprio culmine il 1 gennaio 1804 con la proclamazione dell’indipendenza della Repubblica di Haiti da parte del generale ed ex schiavo Jean Jacques Dessalines. La rivoluzione di Saint Domingue fu un fatto, per molteplici aspetti, di grandissimo impatto, poiché colpì nel vivo problemi che al tempo erano di grande attualità – come l’istituzione della schiavitù – sovvertendo quella che era percepita come la corretta gerarchia razziale. In questo articolo vogliamo trattare questa rivoluzione da una prospettiva particolare: quella del genere letterario che si sviluppò in concomitanza ad essa.