FRANCISK SKORYNA, PADRE DELLA STAMPA BIELORUSSA

di Davide Galluzzi

L’invenzione della stampa a caratteri mobili rappresentò sicuramente un punto di svolta della storia dell’umanità. A partire dal 1450 la stampa si diffuse progressivamente in tutta Europa e le città del Vecchio Continente, luoghi di contatto e circolazione di idee ed innovazioni, videro la nascita di innumerevoli stamperie (Dittmar, 2011).

La nascita e diffusione di queste attività è assai conosciuta per quanto riguarda l’Europa centro-occidentale, ma assai meno si discute, solitamente, circa l’arrivo della stampa in Europa orientale e l’influenza che questo nuovo tipo di industria ebbe su quei territori. Vale forse allora la pena di spendere qualche parola riguardo uno degli uomini che più ha influito sull’arrivo di questa nuova tecnologia nel Granducato di Lituania: Francisk Skorina, “figlio dell’illustre Città di Polotsk”.

  1. Polotsk, il Granducato di Lituania e la Polonia tra XV e XVI secolo
Terre del Regno di Polonia e del Gran Ducato di Lituania tra XIV e XV secolo (fonte: Wikipedia)

Come accennato poco sopra, Francisk Skorina nacque nella città bielorussia di Polotsk, allora parte del Granducato di Lituania verso la fine degli Anni ’80 del XV secolo. L’ambiente in cui nacque e visse e le condizioni di Polotsk e del Granducato, oltre a quelle della Polonia per motivi che analizzeremo in seguito, molto influirono, probabilmente, sulla futura decisione dell’uomo di dedicarsi alla stampa.

Tra fine XV e inizio XVI secolo il Granducato di Lituania, la cui corona era unita a quella di Polonia sin dal 1385, era una terra attraversata da un conflitto sotterraneo tra diversi attori sociali e nazionalità e fedi diverse. 

A livello politico si giocava un’importante partita tra sovrano, aristocrazia e borghesia. Da un lato, infatti, vi era una nobiltà feudale assai potente, mentre dall’altro vi era una borghesia in ascesa, soprattutto in seguito all’aumento del peso socio-economico delle città. In mezzo a questi due attori si situava il sovrano che, intenzionato a limitare l’influenza dell’aristocrazia, appoggiava le rivendicazioni della borghesia giungendo anche a garantire vasta autonomia ad alcune città (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980). 

A livello religioso, invece, la politica del Granduca era quella di favorire la diffusione del cattolicesimo, decisione, questa, destinata ad avere forti ripercussioni a livello interno. Non bisogna infatti dimenticare che il Granducato di Lituania comprendeva, all’interno dei suoi confini, diverse popolazioni slave la cui fedeltà religiosa andava alla Chiesa ortodossa. Il maggior appoggio fornito al cattolicesimo dal potere centrale ebbe quindi la conseguenza di spingere bielorussi e ruteni a stringersi ulteriormente intorno alla fede ortodossa, vista anche come mezzo per rivendicare la propria slavicità (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980).

Una situazione parzialmente analoga era presente in Polonia. Anche nel Regno di Polonia, infatti, un’aristocrazia assai potente rivendicava un ruolo centrale all’interno della vita politica del Paese, giungendo ad ottenere una vittoria definitiva ai danni del monarca. Analogamente a quanto detto per il Granducato di Lituania, inoltre, anche in Polonia erano presenti fedi diverse, per cui la politica religiosa del Regno era volta alla tolleranza, prerequisito fondamentale per garantire l’unità del regno (Weintraub, 1971). La tolleranza religiosa vide un parziale ridimensionamento durante il regno di Sigismondo I il quale, pur ponendo sotto la propria protezione il neonato (e protestante) Ducato di Prussia, represse decisamente l’insurrezione di Danzica del 1525 e si dichiarò contrario alla predicazione religiosa riformata (Weintraub, 1971 e Wyrwa, 1980). La situazione sarebbe poi cambiata in seguito alla morte di Sigismondo I e alla rinnovata politica tollerante del figlio ed erede Sigismondo II Augusto.

La città natale di Francisk Skorina, ossia Polotsk, si trovava all’epoca all’interno del Granducato di Lituania e, in linea con quanto detto poco sopra, godeva di una certa autonomia garantita dal sovrano. Polotsk, forte dei suoi 10.000 abitanti, era, tra XV e XVI secolo, un importante centro economico del Granducato. Posta in una posizione strategica tra i fiumi Dvina e Polota, la città era infatti un importante centro di scambi tra Lituania, Polonia, Moscovia e Lega Anseatica (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980). La fiera commerciale cittadina, quindi, era frequentata da mercanti provenienti da diverse località e quindi era naturale che, insieme a beni di ogni tipo, si scambiassero, nella località bielorussa, anche informazioni e notizie. Una situazione questa che, insieme alla professione di mercante esercitata dal padre, ebbe probabilmente grande influenza sulla formazione del giovane Francisk.

  1. Una breve biografia di Francisk Skorina
Ritratto di Franckisk Skoryna, 1517 (fonte: Wikipedia)

Francisk Skorina, figlio di Luka, nacque alla fine degli Anni ’80 del XV secolo. Figlio, come abbiamo detto, di un mercante, era membro di quella classe borghese in ascesa che giocava un ruolo determinante nella città di Polotsk e, proprio in quanto figlio di un membro di tale ceto in ascesa, venne avviato agli studi presso il collegio bernardino della città o presso la cattedrale di Vilnius. Se le fonti discordano su questo particolare è tuttavia sicuro che il giovane Skorina imparò il latino, come testimoniato dalla sua iscrizione all’Università di Cracovia che proprio nella conoscenza di tale lingua aveva un prerequisito fondamentale (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980).

Giunto a Cracovia nel 1504, Francisk Skorina iniziò un percorso di studi in Arti liberali che si sarebbe concluso nel 1506. Il periodo cracoviano sicuramente influì pesantemente sulla formazione del giovane. L’Università, infatti, pur sotto il controllo della Chiesa cattolica, era all’epoca attraversata da uno “scontro” accademico tra i sostenitori della tradizione medievale ed i sostenitori della nuova cultura umanistica (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980). Skorina, è importante dirlo fin da subito, si avvicinò assai presto (e proprio grazie agli studi intensi presso l’Università di Cracovia) alla cultura umanistica.

In seguito alla conclusione del periodo di studi a Cracovia le nebbie della Storia sembrano inghiottire Francisk Skorina. Poco o nulla, infatti, è noto su quanto egli fece tra il 1507 ed il 1512, se non che fu segretario privato del “Rex Datiae”, la cui identità è tuttora dibattuta, anche se sempre più storici ritengono si trattasse del re di Danimarca (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980 e Shutava, 2015).

Dipinto di Francisk Skoryna, Gian Giacomo dal Forno – Università degli Studi di Padova

Le nebbie della Storia si diradarono il 5 novembre 1512, data nella quale, secondo le fonti documentarie, il Collegio dei Dottori dell’Università di Padova si riunì presso la Chiesa di Sant’Urbano per esaminare la richiesta di poter ottenere il dottorato in medicina avanzata da Skorina. Di nuovo la storiografia sembra dividersi su questo episodio: se da un lato, infatti, è certo che il cittadino di Polotsk giunse in quell’Italia culla del Rinascimento e, al contempo, attraversata dalle guerre che funestarono la Penisola nel corso del XVI secolo, dall’altro lato gli storici interpretano diversamente il percorso personale di Skorina. In particolare, alcuni storiografi ritengono che il Collegio dei Dottori dell’Università di Padova garantì al bielorusso il privilegio straordinario di sostenere l’esame di dottorato gratuitamente a causa della sua povertà e dell’eccezionalità della sua figura e dei suoi studi. Altri storici, al contrario, ritengono che questo privilegio venisse concesso anche ad altri studenti lontani da casa i quali, facendo riferimento alla distanza dalla propria città e alle condizioni di povertà in cui vivevano, potevano chiedere di pagare metà dei costi dovuti o di ottenere un’esenzione totale dai pagamenti (Shutava, 2014).

Ottenuto il dottorato in medicina il fato di Skorina si fece ancora misterioso. L’unico dato certo a nostra disposizione è che il 6 agosto 1517 egli stampò, a Praga, il suo primo testo, ossia la prima traduzione in bielorusso del Libro dei Salmi (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980). Torneremo successivamente su questa edizione, per ora basti notare che il libro venne stampato a Praga, quindi la prima stamperia di Skorina non venne aperta a Polotsk o in un’altra località bielorussa, bensì in Boemia.

Tra il 1520 ed il 1521, tuttavia, il “figlio dell’illustre città di Polotsk” decise, per ragioni a noi oscure cui, tuttavia, poteva non essere estraneo lo scoppio di una pestilenza, di abbandonare Praga e di aprire una nuova tipografia nel quartiere russo di Vilnius, tornando quindi all’interno dei confini del Granducato di Lituania. Qui, tra il 1522 ed il 1525, pubblicò un volume il cui titolo potrebbe essere tradotto in italiano come “Il compagno del viaggiatore” ed una traduzione degli Atti degli Apostoli (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980).

Nuovamente, tuttavia, Francisk Skorina dovette chiudere la propria attività. A metà del XVI secolo, infatti, Vilnius venne attraversata da un forte scontro tra patriziato urbano e vasti settori della popolazione, mentre l’opposizione dell’alto clero all’apertura di tipografie secolari si fece più stringente.

Dopo alterne vicende che portarono Skorina a Königsberg, dove prestò servizio presso l’Arciduca Alberto di Hohenzollern per aiutare i prussiani a combattere contro una feroce epidemia, e successivamente ad un periodo passato in carcere a causa dei debiti contratti dal fratello Ivan ed ereditati da Francisk in seguito alla sua morte avvenuta nel 1529; in seguito a tutto questo, dicevamo, l’uomo che diede alle stampe il primo libro in lingua bielorussa decise di abbandonare per sempre il Granducato di Lituania, tornando a Praga e diventando curatore del giardino botanico del palazzo reale (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980).

Francisk Skorina sarebbe morto nella capitale boema in una data sconosciuta, ma sicuramente antecedente al 29 gennaio 1552, giorno in cui un documento della cancelleria di Ferdinando I d’Asburgo riconobbe Simeon Skorina, figlio di Francisk, erede dei beni del padre (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980).

  1. Il Libro dei Salmi e Il compagno del viaggiatore
Prima pagina della Bibbia di Skoryna (fonte: Wikipedia)

Dopo aver ripercorso rapidamente la biografia di Francisk Skorina è necessario spendere qualche parola su almeno due dei libri da lui pubblicati, ossia il “Libro dei Salmi” pubblicato a Praga nel 1517 e “Il compagno del viaggiatore” pubblicato a Vilnius nel 1522. Entrambe le edizioni, infatti, hanno delle particolarità ed evidenziano determinati aspetti che è bene sottolineare.

Il “Libro dei Salmi” pubblicato a Praga fu, come abbiamo detto, il primo libro stampato in lingua bielorussa. La decisione presa da Skorina era in netta controtendenza rispetto alla tradizione dominante nella cristianità ortodossa orientale che voleva che le opere religiose venissero trascritte e pubblicate utilizzando solo lo slavo ecclesiastico, ossia l’unica lingua “scritta” della Chiesa ortodossa. L’edizione skoriniana, quindi, rendeva fruibili le Scritture a tutti coloro i quali sarebbero stati in grado di leggere la lingua bielorussa, operazione questa resa ancor più semplice dalla decisione di Francisk Skorina di eliminare certi arcaismi e rendere la lingua scritta più simile a quella parlata. Inoltre, l’editore affiancò i propri commenti alla traduzione delle Sacre Scritture. (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980).

Non a caso l’opera venne pubblicata a Praga e non a Vilnius o in territorio lituano: per quanto detto sino ad ora, infatti, Skorina sarebbe stato considerato eretico e avrebbe rischiato di dover comparire dinnanzi all’Inquisizione, come avvenne a Švajpolt Fiol, ossia il monaco che, nel 1491, stampò il primo breviario usando l’alfabeto cirillico (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980).

Anche “Il compagno del viaggiatore” detiene un primato: esso fu infatti il primo libro stampato nei confini del Granducato di Lituania. Quest’opera, tuttavia, venne pubblicata utilizzando lo slavo ecclesiastico, segnando quindi un parziale ritorno di Skorina all’interno dell’ortodossia religiosa (Niedźwiedź, 2013). Il libro, infatti, altro non è se non un’antologia di scritti utile per l’educazione religiosa ortodossa. Il testo, tuttavia, si distingue per un’impronta più laica, riportando anche notizie e commenti sul sistema tolemaico o su eclissi visibili in Bielorussia (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980).

La decisione di aprire una tipografia, quindi, portò un grande cambiamento a Vilnius il cui approvvigionamento di libri era stato garantito, fino a quel momento, dai copisti cittadini e dalle importazioni effettuate dai centri vicini. Un cambiamento che ebbe ripercussioni anche sulla fruibilità del libro, generando e alimentando un mercato laico oltre a quello religioso fino ad allora dominante (Niedźwiedź, 2013). Un’azione, questa, invisa alla gerarchia religiosa se è vero che il Capitolo della Cattedrale di Vilnius continuava ad importare i libri necessari alla vita religiosa da Cracovia proprio in un momento in cui Francisk Skorina era anche medico privato del vescovo Jan! (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980).

Non dobbiamo, tuttavia, commettere l’errore di vedere in Francisk Skorina una figura straordinaria, quasi una sorta di profeta che si distaccava dai suoi tempi per proiettarsi verso il futuro. Il figlio di Polotsk, infatti, era pur sempre un uomo del suo tempo che mai mise in discussione la centralità della Bibbia o il ruolo della Chiesa ortodossa. Sicuramente, però, egli volle garantire un ruolo più centrale all’uomo, come evidenziato dalla decisione di accompagnare le edizioni stampate con un ritratto dell’editore, enfatizzando quindi il ruolo dello stampatore nella pubblicazione della Bibbia (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980).

La volontà di garantire un ruolo più centrale all’uomo, inoltre, appare chiaramente anche da una frase scritta da Skorina e che vogliamo citare per intero a conclusione di questo articolo, ossia: “[…] Ognuno dovrebbe leggere, poiché la lettura è lo specchio della nostra vita ed una cura per l’anima tormentata […]” (Čemerickii-Golenčenko-Šmatov, 1980).

Davide Galluzzi – Scacchiere Storico

Davide Galluzzi è laureato in Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Milano. Specializzato in Storia Moderna, i suoi interessi di ricerca includono la Rivoluzione francese, l’età napoleonica, la Storia culturale e l’uso pubblico della Storia.

Bibliografia

Čemerickii V.-Golenčenko G.-Šmatov V., Francisk Skorina, UNESCO, Parigi, 1980; Dittmar J.E., Information technology and economic change: the impact of the printing press, in The Quarterly Journal of Economics, 2011, Vol.125, No.3; Niedźwiedź J., The use of books in 16th century Vilnius, in Terminus, 2013, Vol.15, No. 2; Shutava V, Again about Skaryna in Padua: new possibilities of reading the old documents. Time, context, circumstances and attendees, in Belarusia Review, 2014, Vol. 26, No. 4; Shutava V, Again about Skaryna in Padua: circumstances, in Belarusia Review, 2015, Vol. 27, No.1; Weintraub W., Tolerance and Intolerance in Old Poland, in Canadian Slavonic Papers/Revue Canadienne des Slavistes, 1971, Vol.13, No.1; Wyrwa T., Politique et religion en Pologne au temps de la Réforme, in Revue Historique, 1980, T.263, Fasc.1.

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Pubblicato da Scacchiere Storico

Rivista di ricerca e divulgazione storica

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