IL RACCONTO DELLA BATTAGLIA DI MALDON

di Matteo Baldo

Tra i secoli VIII e XI, la Gran Bretagna fu teatro di un feroce ed inesorabile conflitto combattuto tra le forze cristiane dei regni anglosassoni e gli eserciti invasori pagani provenienti dal mare del nord: i feroci razziatori norreni. In questo stesso arco temporale, oltre a far fronte alla minaccia pagana, gli stessi monarchi angli e sassoni continuarono a combattersi l’un l’altro, finché delle sette monarchie, nelle quali erano divisi i territori corrispondenti all’ex provincia romana di Britannia, non ne rimase solo una. Dopo una lunga campagna di conquista dell’isola, a seguito di pesanti sconfitte sul campo di battaglia, costretti a trattati di pace e alla conversione, i Norreni (oggi più comunemente noti come “Vichinghi”), da temibili incursori, attorno alla fine del secolo IX, iniziarono a vedere le terre inglesi non più esclusivamente come territori da saccheggiare, ma come fertili aree nelle quali era possibile insediarsi, con le proprie famiglie, nei ruoli di fabbri, agricoltori e allevatori. Dopo un secolo di apparente calma, verso la fine del secolo successivo, scoppiò una nuova tempesta: uno degli episodi più significativi di questa nuova ondata di assalti fu lo scontro oggi noto con il nome di Battaglia di Maldon, avvenuto nell’estate del 991.