IL RACCONTO DELLA BATTAGLIA DI MALDON

di Matteo Baldo

Tra i secoli VIII e XI, la Gran Bretagna fu teatro di un feroce ed inesorabile conflitto combattuto tra le forze cristiane dei regni anglosassoni e gli eserciti invasori pagani provenienti dal mare del nord: i feroci razziatori norreni. In questo stesso arco temporale, oltre a far fronte alla minaccia pagana, gli stessi monarchi angli e sassoni continuarono a combattersi l’un l’altro, finché delle sette monarchie, nelle quali erano divisi i territori corrispondenti all’ex provincia romana di Britannia, non ne rimase solo una. Dopo una lunga campagna di conquista dell’isola, a seguito di pesanti sconfitte sul campo di battaglia, costretti a trattati di pace e alla conversione, i Norreni (oggi più comunemente noti come “Vichinghi”), da temibili incursori, attorno alla fine del secolo IX, iniziarono a vedere le terre inglesi non più esclusivamente come territori da saccheggiare, ma come fertili aree nelle quali era possibile insediarsi, con le proprie famiglie, nei ruoli di fabbri, agricoltori e allevatori. Dopo un secolo di apparente calma, verso la fine del secolo successivo, scoppiò una nuova tempesta: uno degli episodi più significativi di questa nuova ondata di assalti fu lo scontro oggi noto con il nome di Battaglia di Maldon, avvenuto nell’estate del 991.

LA MAYFLOWER E LA NASCITA DI UNA NAZIONE: CRONACA DI UN VIAGGIO STRAORDINARIO

di Nicoletta Iannuzzi

Il viaggio del veliero Mayflower nel 1620 rappresenta uno degli episodi più significativi nella storia del Nuovo Mondo: partito da Plymouth, in Inghilterra, esso trasportava 102 passeggeri, tra cui uomini, donne e bambini, che cercavano una nuova vita lontano dalle persecuzioni religiose e dalle restrizioni politiche della madrepatria. La loro destinazione era la Virginia ma, a causa di tempeste e deviazioni, approdarono a Cape Cod, nell’attuale Massachusetts, dove fondarono la colonia di Plymouth in onore del porto di partenza. Questo articolo esplorerà le ragioni del viaggio, le sue circostanze, le difficoltà affrontate e l’eredità lasciata da questi pionieri, passati alla storia come i Pilgrim Fathers.

EDOARDO VI TUDOR

di Beatrice Cattaneo

Nel novero dei personaggi dimenticati e rivalutati solo di recente, vi è anche Edoardo VI Tudor, l’erede tanto bramato da uno dei più celebri sovrani della storia: Enrico VIII.  Il re bambino è stato spesso trascurato dalla storiografia, che ha invece favorito un’analisi molto più ampia di personaggi come Elisabetta I e Maria. Il breve regno di Edoardo VI (1547-1553), tuttavia,  trattato spesso solo come un periodo di transizione, apportò in realtà modifiche capaci di gettare le basi per i regni futuri, in particolar modo per quello di Elisabetta I.