FRANCIS DRAKE E LA GUERRA DI CORSA NEL XVI SECOLO

di Davide Galluzzi

Tra i tanti fenomeni dell’Età Moderna che, forse più di altri, hanno attirato la fantasia di scrittori, artisti, registi e gente comune vi sono sicuramente quelli della guerra di corsa e della pirateria. Ognuno di noi, durante la sua vita, avrà almeno letto un libro o visto un film con protagonisti corsari, pirati o bucanieri, oppure da bambino avrà certamente sognato di trovare un’antica mappa e unirsi a una spedizione in mare aperto per ritrovare un tesoro sepolto.
La persona che forse più di tutte ha incarnato la figura del corsaro-pirata è stata quella di Francis Drake, per anni protagonista indiscusso della guerra di corsa portata avanti dall’Inghilterra ai danni della Spagna.

LA RICERCA IN ARCHIVIO E LE REGOLE DEONTOLOGICHE PER RICERCATORI E ARCHIVISTI

di Federica Fornasiero

Come si procede nella ricerca d’archivio? Quando ci si approccia alla ricerca, la prima cosa da fare è banalmente capire cosa si vuole cercare e dove; bisogna anche sapere quali siano le funzioni e le attività dell’ente e come ha prodotto o acquisito le carte. Inoltre, è necessario sempre avere chiare delle coordinate basilari per la ricerca, utili anche per la richiesta delle carte da consultare.

LA PRIMA CROCIATA (1096-1099)

di Federica Fornasiero

Clermont 1095: papa Urbano II pronuncia il famoso appello con il quale ha dato avvio alla Prima Crociata, conclusasi nel 1099 con la presa di Gerusalemme. Questo articolo intende analizzare cause, conseguenze e motivi che hanno portato al primo pellegrinaggio armato medievale.

DALLA LANCIA AL SIMBOLO: RILEGGERE SPARTA OLTRE LA LEGGENDA

di Giovanni Quartucci

Per secoli Sparta è stata ridotta a un’icona monolitica di disciplina, austerità e militarismo assoluto. Una lettura storica più attenta, però, smonta molti dei luoghi comuni più radicati: dall’educazione spartana intesa come pura brutalità, al mito di una società perfettamente egualitaria e impermeabile al cambiamento. Questo articolo propone una riconsiderazione critica di Sparta, distinguendo tra costruzione ideologica, spesso di matrice ateniese, e realtà storica, restituendo alla polis laconica la sua complessità politica, sociale e culturale.

CARLO IV E LE CRISI REALI IN UNGHERIA

di Davide Galluzzi

La fine della Prima Guerra Mondiale portò grandi sconvolgimenti nell’Europa centro-orientale. Il crollo dei grandi Imperi che, da lungo tempo, dominavano la regione, condusse alla nascita di nuovi Stati che desideravano affermarsi e rafforzarsi e a una serie di sommovimenti politici.
L’Ungheria, in particolare, vide il rapido avvicendarsi di diversi regimi politici, passando dalla storica monarchia alla repubblica democratica sfociata poi in quella socialista, per tornare, infine, a una monarchia restaurata, una “monarchia senza re” affidata al reggente Miklós Horthy. Questo riapriva il dibattito intorno alla figura del monarca, tanto più feroce in quanto un re incoronato, in linea teorica, esisteva già: Carlo IV d’Asburgo, la cui precedente rinuncia al trono era considerata da molti, egli in primis, come non valida.
Proprio dei due tentativi di Carlo IV, falliti a causa dell’opposizione dei cosiddetti Stati successori, delle Grandi Potenze e di parte della leadership ungherese, parleremo in questo articolo.

LA CONSULTAZIONE E LA CONSULTABILITÀ DEI DOCUMENTI ARCHIVISTICI

di Federica Fornasiero

Di norma, l’accesso agli archivi storici è gratuito. Il Codice dei Beni Culturali specifica all’art. 103, comma 2 che «l’accesso alle biblioteche e agli archivi pubblici per finalità di lettura, studio e ricerca è gratuito». Gli archivi devono predisporre di un adeguato spazio adibito alla consultazione dei documenti (purtroppo, non sempre si hanno spazi adeguati, come accade, per esempio ma non solo, nel caso di piccoli archivi parrocchiali), nel quale è possibile prendere visione non solo delle carte, ma anche del regolamento di sala studio (che generalmente enumera diritti e doveri dell’utente, procedure, divieti ed eventuali sanzioni, servizi) e degli strumenti di ricerca; qualche archivio mette inoltre a disposizione una biblioteca più o meno corposa.

SCIPIONE, DETTO ANCHE “L’AFRICANO”, TRA CINEMA E STORIA

di Giulia Zinedine Fuschino

La figura di Scipione l’Africano e suo fratello l’Asiatico hanno da sempre suscitato una certa ammirazione e dibattito. Il regista Luigi Magni (1928-2013) ha immortalato le due figure a modo suo in “Scipione detto anche l’Africano”, con Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman: questo articolo vuole spiegarvi come.

RITRATTI FEMMINILI DAL MUSEO ARCHEOLOGICO DI VENEZIA: VIBIA SABINA

di Michele Gatto & Patricia Caprino

Al termine del principato di Traiano, non avendo egli alcun erede, si pose urgente il problema della successione. Secondo alcune fonti, in questo frangente si sarebbe rivelata decisiva la moglie Plotina, che favorì l’ascesa al trono del figlio di un cugino dell’imperatore: Adriano. Il nuovo princeps divenne soprattutto famoso per le frequenti visite alle province imperiali e per aver promosso l’edilizia pubblica e le arti. Ad accompagnarlo c’era, ovviamente, anche la moglie Vibia Sabina. Nata intorno all’85 d.C., Sabina era figlia di Matidia Maggiore e Lucio Vibio, quindi nipote della sorella di Traiano, Marciana. Non a caso, alla morte dell’imperatore, ne aveva ereditato i beni, che si aggiungevano alle fabbriche di laterizi di sua proprietà. Tale fattore aveva spinto Plotina a favorire nel 100 d.C. la celebrazione di questo matrimonio.

MAMMA MIA DAMMI CENTO LIRE CHE IN AMERICA VOGLIO ANDAR: STORIA DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA NEL XIX SECOLO

di Federica Fornasiero

Questo articolo si propone di riassumente parte delle dinamiche relative alla Grande Emigrazione, fenomeno migratorio che interessò l’Italia postunitaria fino agli albori del Novecento, che ha avuto diverse e concatenate cause e conseguenze e che ha influenzato la Penisola negli anni seguenti. L’accento è stato posto sulle direttrici transoceaniche, che alla fine del XIX secolo videro migliaia di connazionali salpare verso le Americhe in cerca di fortuna.

RIORDINO ARCHIVISTICO, DESCRIZIONE E INVENTARIAZIONE

di Federica Fornasiero

Tra i compiti principali dell’archivista si possono sicuramente annoverare il riordino, la descrizione e l’inventariazione. Il riordino archivistico attiene alla fase dell’archivio storico ed è l’operazione preliminare e necessaria all’inventariazione. Dopodiché, si passa alla descrizione e alla conseguente compilazione dei relativi strumenti di ricerca e consultazione. L’inventario è l’epilogo delle operazioni di descrizione archivistica e si compila ad archivio (storico) riordinato.

IL COSTITUZIONALISMO DI SÍMON BOLÍVAR

di Davide Galluzzi

La centralità di Bolívar nella storiografia e nella politica latinoamericana in generale e venezuelana in particolare, ha portato a lungo a interrogarsi sulle fonti di ispirazione del Libertador e sulle origini del suo pensiero, vedendo in esso le radici di ogni sistema susseguitosi alla guida di quella parte del continente americano, rintracciandovi elementi reazionari e cesaristi o, al contrario, democratici e protosocialisti.
Il liberalismo bolivariano e il pensiero costituzionale del Libertador erano, in realtà, tutt’altro che lineari e banali, avendo anzi caratteristiche diverse rispetto agli omologhi europei ed elementi che non possono essere compresi se non calati nella realtà latinoamericana dell’epoca.

AEDI E RAPSODI: MUSICA E CANTO NEI POEMI OMERICI

di Manuel Alfa

L’origine di quella che oggi è comunemente definita “musica classica” rappresenta uno degli interrogativi fondamentali e dibattuti dai teorici della musica . La sua nascita viene tradizionalmente collocata nell’antica Grecia, attraverso l’analisi e lo studio di figure emblematiche come gli Aedi e i Rapsodi, ossia cantori che avevano il compito di intonare canti epici, talvolta accompagnati da strumenti musicali e coreografie. Queste pratiche, profondamente radicate nella cultura greca, costituiscono uno degli antecedenti storici più significativi per la comprensione dello sviluppo della musica occidentale.

SCARTO E VERSAMENTO

di Federica Fornasiero

La fase relativa all’archivio di deposito è fondamentale e delicata, in quanto si tratta di una fase transitoria e semiattiva. I documenti infatti “riposano” nell’archivio di deposito in attesa delle procedure di scarto e versamento. Lo scarto è l’insieme delle procedure di valutazione periodiche, necessarie e indispensabili, al fine di selezionare «quale parte della documentazione prodotta da un ente debba essere conservata in maniera permanente (con relativo passaggio dagli archivi di deposito agli archivi storici) e quale […] possa essere invece distrutta, ossia inviata al macero». A questo punto, le unità selezionate per la conservazione permanente vengono versate negli archivi competenti, storici per gli enti non statali o privati dichiarati, di Stato per gli archivi statali; viene altresì stilato un elenco di versamento.

RITRATTI FEMMINILI DAL MUSEO ARCHEOLOGICO DI VENEZIA: LUCILLA

di Michele Gatto & Patricia Caprino

Nel 176 d.C., Marco Aurelio assegnò il titolo di imperator al figlio quindicenne Commodo, designandolo in sostanza come proprio successore e interrompendo così quel principato per adozione che, fino a quel momento, aveva contraddistinto la dinastia Antonina. Tuttavia, questa decisione ebbe delle conseguenze politiche all’interno della stessa domus augusta: infatti, la coppia imperiale aveva avuto anche una figlia, Annia Aurelia Galeria Lucilla, all’età di sedici anni data in sposa a Lucio Vero, in quel momento imperatore insieme a Marco Aurelio nella prima diarchia della storia dell’impero.

OLTRE PEAKY BLINDERS: OSWALD MOSLEY E IL FASCISMO INGLESE

di Federico Sesia

Grazie alla popolare serie Netflix Peaky Blinders il grande pubblico ha sentito parlare di sir Oswald Mosley e del suo partito, la British Union of Fascists (BUF), anche se calati nel contesto romanzato della narrazione televisiva. Un fenomeno marginale come i movimenti fascisti inglesi ha quindi ricevuto un’attenzione che va oltre la ristretta cerchia degli addetti ai lavori, cosa notevole se si considera la scarsa rilevanza del fenomeno nella storia contemporanea delle isole. Nel corso degli anni Venti e Trenta infatti la diffusione di gruppi e partiti più o meno ispirati dal fascismo ha avuto risonanza ridotta nell’anglosfera, principalmente per ragioni di ordine interno ai paesi in questione.

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI ARCHIVI ITALIANI, LA LORO CLASSIFICAZIONE E LE TRE FASI DELL’ARCHIVIO

di Federica Fornasiero

Durante il nostro percorso, prima di tutto è bene comprendere le definizioni di archivio e fondo. Secondariamente, gli archivi possono essere suddivisi in pubblici e privati. Inoltre, prendono la loro “denominazione” – vengono quindi classificati – in base alla loro natura oppure da funzioni e scopi dei soggetti produttori. Infine, la vita degli archivi ha tre fasi: archivio corrente, di deposito e storico.

IL GRANDE INCENDIO DI LONDRA

di Nicoletta Iannuzzi

Il Grande Incendio di Londra, scoppiato il 2 settembre 1666, devastò gran parte della città, già prostrata da un’epidemia di peste. Originatosi in una panetteria, il fuoco si propagò rapidamente a causa di diversi fattori. Nell’arco di quattro giorni le fiamme distrussero 13.200 edifici, tra abitazioni e diverse chiese, causando centinaia di migliaia di sfollati. La risposta iniziale delle autorità fu inefficace, a cui si aggiunse la diffusione della paranoia di un possibile attacco doloso, culminata nella condanna a morte di un innocente. La ricostruzione portò a norme edilizie più rigorose, mentre la realizzazione del Monumento dedicato al Grande Incendio simboleggia la resilienza di Londra.

RITRATTI FEMMINILI DAL MUSEO ARCHEOLOGICO DI VENEZIA: ERENNIA ETRUSCILLA

di Michele Gatto & Patricia Caprino

Durante il III secolo, nel pieno dell’anarchia militare, gli stravolgimenti politici erano all’ordine del giorno. Gli “imperatori soldato”, infatti, potevano rimanere vittime di guerre o usurpazioni, venendo così uccisi da altri pretendenti al trono che ne interrompevano il progetto di instaurazione dinastica. Un esempio tra i tanti può essere quello di Traiano Decio, usurpatore di Filippo l’Arabo e imperatore dal 249 d.C. al 251, anno della sua morte. Conosciuto soprattutto per aver perseguitato il cristianesimo e favorito una restaurazione dei costumi tradizionali, Decio tentò di consolidare il suo potere attraverso una chiara politica dinastica e, da questo punto di vista, un importante ruolo fu giocato dalla moglie Erennia Etruscilla.

BREVE STORIA DEGLI ARCHIVI: DAL SETTECENTO ALL’ITALIA POSTUNITARIA

di Federica Fornasiero

Il Settecento, secolo dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese (che pose fine all’ancien régime), portò alla pubblicità degli archivi, caratterizzati a partire dalla nascita delle signorie dai cosiddetti trésor des chartes e dagli archivi segreti del potere pubblico. In Italia, la gestione archivistica rimase frammentata e soggetta agli ordinamenti locali fino all’Unità, quando si pose l’impellente problema di trovare una soluzione alla situazione ereditata e di organizzare l’accentramento e l’uniformità delle norme e delle metodologie archivistiche. Il XIX secolo rappresentò, pertanto, un periodo di svolta e di dibattito in merito.

L’ASCENDENZA DIVINA DI ALESSANDRO

di Michele Gatto

Alessandro Magno è uno dei personaggi storici più conosciuti, identificato principalmente come un grande condottiero militare in grado di espandere il proprio regno fino ai confini dell’India. Tuttavia, c’è un altro aspetto legato alla sua figura che ha contribuito ad accrescerne la leggenda: la sua presunta ascendenza divina. Oltre ai legami dinastici, che gli premettevano di vantare antenati divini, Alessandro fu definito “figlio di Zeus” dai sacerdoti di Zeus Ammone presso l’oasi di Siwa. Questo episodio avrebbe avuto dei risvolti decisivi a renderlo immortale e anche per coloro che ne raccolsero l’eredità politica, abili a sfruttarne propagandisticamente l’immagine a scopo legittimante. In questo modo, il fascino di Alessandro è riuscito ad attraversare indenne i secoli.

MUSSOLINI, IL FASCISMO, LA FABBRICA E LA COMPANY TOWN: IL CASO DALMINE

di Federica Fornasiero

Dalmine è una città solo apparentemente priva di storia; una città le cui sorti sono ormai intimamente intrecciate con quelle della Dalmine (dapprima Mannesmann, oggi TenarisDalmine), il tubificio che nel corso del Novecento cambiò definitivamente il volto del piccolo borgo della bassa bergamasca. Ma cosa c’entrano Mussolini e il fascismo con la città bergamasca? Cosa si intende per company town? Ebbene, questo breve contributo cercherà di dare risposta a queste domande, svelando un passato forse ancora sconosciuto ai più.

BREVE STORIA DEGLI ARCHIVI: MEDIOEVO ED ETÀ MODERNA

di Federica Fornasiero

A seguito della caduta dell’Impero Romano d’Occidente e della nascita dei regni romano-barbarici, l’unità archivistica romana subì un duro colpo: le pratiche archivistiche persero quella continuità che aveva caratterizzato l’antichità romana; andò altresì scemando anche l’importanza di un centro regolatore delle pratiche di ricezione e ordinamento della documentazione prodotta. Tuttavia, a partire dalla tarda antichità fino all’Età Moderna non si perse la consapevolezza dell’importanza di salvaguardare i documenti.

CIRO A FIRENZE: LA PREDIZIONE DI SAVONAROLA

di Francesca Messa

La vicenda fiorentina durante le guerre d’Italia vede come protagonista Girolamo Savonarola, frate ferrarese e poi priore del convento di San Marco, le cui prediche vengono accolte dal popolo di Firenze come sinonimo di rinascita e di uscita da un difficile periodo di “tirannia” medicea.

BREVE STORIA DEGLI ARCHIVI: GLI ARCHIVI DELL’ANTICHITÀ

di Federica Fornasiero

Qual è lo scopo degli archivi? La funzione principale degli archivi e degli archivisti è la conservazione e la salvaguardia della memoria, sia a fini amministrativi, sia di ricerca storica. Memoria e testimonianza di sé e della propria civiltà sono qualcosa che gli uomini, sin dall’alba dei tempi, si impegnano – più o meno consapevolmente – a conservare e tramandare ai posteri.

RE LEGISLATORE, SIGNORE DEL MARE E GIUDICE DEI MORTI: UN BREVE PROFILO CRITICO DI MINOSSE

di Giulia Zinedine Fuschino

Minosse, mitico re di Creta, è conosciuto da tutti sin dalle scuole. Tuttavia, si può dire di saper proprio tutto su di lui? L’articolo vuole chiarire alcuni punti sulla sua figura, riportandone un profilo critico più ampio possibile.

RITRATTI FEMMINILI DAL MUSEO ARCHEOLOGICO DI VENEZIA: OTACILIA SEVERA

di Michele Gatto & Patricia Caprino

Con la fine della dinastia dei Severi, ebbe inizio il periodo di maggiore crisi dell’impero romano, detto anche di anarchia militare: questa fase, che ha attraversato il III secolo, fu caratterizzata da una grave instabilità politica, economica e sociale. Ciò favorì l’affermazione dei cosiddetti Soldatenkaiser (imperatori soldato): questo è stato anche il caso di Filippo detto l’Arabo, prefetto del pretorio divenuto imperatore nel 244 d.C., dopo aver fatto uccidere Gordiano III e rimasto sul trono fino al 249. Probabilmente già prima del 238 d.C. e della nascita del possibile erede, Filippo era sposato con Marcia Otacilia Severa, donna dalle oscure origini.

L’OCCUPAZIONE ALLEATA DELL’ISLANDA

di Davide Galluzzi

L’occupazione alleata dell’Islanda, iniziata con l’invasione inglese del 10 maggio 1940 e terminata con il ritiro dei Marines statunitensi dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, fu un evento spartiacque nella storia dell’isola perché rappresentò la rottura di un isolamento secolare e l’entrata, seppur indirettamente, in un conflitto europeo e mondiale. Inoltre, è stato durante questo periodo di occupazione straniera che giunse a compimento il processo di totale indipendenza dell’Islanda dalla Corona danese e la successiva integrazione nel blocco NATO, superando così quella neutralità su cui si era a lungo basata la politica estera di Reykjavík. Stranamente, questo evento così importante, non solo per il popolo islandese, è stato spesso sottovalutato dalla storiografia, non trovando forse il giusto spazio che meriterebbe.

ARCHIVI: COSA SONO, A COSA SERVONO, COME SI ACCEDE

di Federica Fornasiero

Inauguriamo la nostra rubrica cercando di porre le basi per districarsi tra le diverse nozioni archivistiche e per rispondere a domande che sono tutt’altro che banali: cosa sono gli archivi? A cosa servono? Come ci si accede?

CENNI AI GIUBILEI NELLA PRIMA ETÀ MODERNA, TRA MORALIZZAZIONE E MONDANITÀ (SECC. XV-XVII) 

di Marco Giuseppe Longoni

Istituito nel 1300 da Bonifacio VIII, il giubileo è una delle ricorrenze più importanti della tradizione e della vita della Chiesa cristiana cattolica. Un evento che anche in questo anno santo richiama a Roma numerosi pellegrini, desiderosi di ottenere l’indulgenza giubilare, ovvero la liberazione dal peso del peccato e dalle sue conseguenze. In questo articolo, dopo una breve ricostruzione delle origini veterotestamentarie del giubileo cristiano, viene proposta l’analisi di due aspetti che hanno caratterizzato le ricorrenze giubilari nella prima età moderna: l’esigenza di una maggiore moralità, emersa in risposta alle tesi di Lutero, e la connotazione politica che questi eventi finirono per assumere, finalizzata a esaltare la superiorità del pontefice o delle principali monarchie europee.

LA LOTTA PER LE INVESTITURE: LO SCONTRO EPOCALE TRA PAPATO E IMPERO

di Federica Fornasiero

Tra XI e XII secolo, papato e impero si scontrarono in quella che verrà poi definita la lotta per le investiture. Questo fu un vero e proprio conflitto, caratterizzato da scomuniche, nomine e deposizioni, che esplose tra le due massime autorità dell’epoca per affermare la supremazia politica, economica, territoriale e simbolica. Al centro della disputa vi era il diritto di nominare i vescovi del Sacro Romano Impero, un privilegio che da tempo legava gli alti prelati all’imperatore mediante rapporti vassallatico-beneficiari, mediante cioè investitura. A partire dall’XI secolo, la temperie socioculturale, religiosa e politica dell’Europa stava cambiando. In questo fervente clima maturò non solo la controversia per stabilire chi dovesse per diritto nominare gli alti prelati, ma anche chi potesse vantare la supremazia sull’altro e sulla comunità dei fedeli: il papa o l’imperatore?

LA RIVOLTA GIUDAICA E LA RICONQUISTA ROMANA DI GERUSALEMME DEL 70 d.C.

di Michele Gatto

La prima rivolta giudaica, scoppiata nel 66 d.C., fu il risultato di complessi fattori politici e sociali, di origine sia esterna, sia interna. La cattiva amministrazione di diversi prefetti o procuratori romani, finì per acuire i sentimenti di avversione nei confronti dell’impero, ravvivando così le istanze di indipendenza. Si alimentarono, inoltre, le credenze religiose su una prossima venuta del Messia che avrebbe liberato Israele, rendendo più determinati i rivoltosi e più difficile per i romani ristabilire l’ordine. Come ci raccontano le fonti e, in particolare Flavio Giuseppe, l’impresa della riconquista di Gerusalemme sarebbe riuscita ai membri della futura dinastia Flavia, Vespasiano e Tito: tuttavia, ciò comprese una repressione brutale e la stessa distruzione del Tempio.

RITRATTI FEMMINILI DAL MUSEO ARCHEOLOGICO DI VENEZIA: FAUSTINA MAGGIORE

di Michele Gatto & Patricia Caprino

Il principato di Antonino Pio fu caratterizzato sostanzialmente da tranquillità e benessere, ed in questo il princeps poté avvalersi, anche se per breve tempo, del contributo della consorte Annia Galeria Faustina. In possesso di una ricca dote e di legami familiari con Adriano, Faustina rappresentava la candidata ideale a diventare moglie del futuro imperatore. Ricevuto nel 138 d.C. il titolo di Augusta, diede ad Antonino una figlia, Faustina Minore, e lo aiutò a modificare le prescrizioni sulla successione stabilite dal predecessore. Tuttavia, Faustina morì prematuramente dopo quasi tre anni, ricevendo comunque numerosi onori, in particolare di carattere divino.

LA DIVISIONE ITALIA IN JUGOSLAVIA (1943-1945)

di Federico Sesia

Dopo l’armistizio dell’8 settembre, alcune unità italiane di stanza in Jugoslavia aderirono alla Resistenza locale, spinte in ciò dalla necessità di sopravvivere all’aggressione tedesca, più che da condivisione ideologica.

RITRATTI FEMMINILI DAL MUSEO ARCHEOLOGICO DI VENEZIA: FAUSTINA MINORE

di Michele Gatto & Patricia Caprino

Moglie dell’imperatore filosofo Marco Aurelio e madre di Commodo, Faustina Minore nacque nel 130 d.C. da Antonino Pio e Faustina Maggiore: il matrimonio con Marco nel 145 d.C. rafforzò sia la posizione di quest’ultimo, imparentato con Adriano e Faustina Maggiore, sia quella di Antonino, sebbene avesse stravolto le predisposizioni adrianee inerenti alla successione. Secondo la Historia Augusta, Faustina aveva portato l’impero in dote a Marco e, allo stesso tempo, ella permise con la sua prolificità la continuazione della dinastia. Elogiata dal marito come matrona ideale, oltre che definita buona moglie e buona madre da Frontone, Faustina divenne così un modello per le donne romane: ma a questa immagine, nelle fonti, se ne contrapponeva una totalmente opposta.

POLIGAMIA E CONDIZIONE DELLA DONNA NELLA SOCIETÀ AZTECA PRIMA DELLA CONQUISTA SPAGNOLA

di Gianfranco Di Garbo

La poligamia, assieme ai sacrifici umani e all’antropofagia, fu uno degli istituti sociali che più attirarono, in negativo, l’attenzione degli spagnoli quando essi, dal 1517 al 1522, durante la conquista del cosiddetto “impero” azteco da parte di Cortés, vennero a contatto con l’allora sconosciuta civiltà dell’antico popolo mesoamericano. Prendendo spunto dalla condizione della donna esamineremo l’istituto della poligamia, con particolare attenzione sulla sua funzione sociale.

VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT. DAL PARTICOLARISMO ALL’UNIVERSALISMO GRAFICO ALTOMEDIEVALE: MEROVINGICA E CAROLINA

di Federica Fornasiero

L’evoluzione della scrittura, dai geroglifici egiziani alla scrittura carolina, ha subito variazioni significanti legate a contesti storici e culturali. Tra il VI e il IX secolo, si sviluppò il cosiddetto particolarismo grafico, che cedette poi il passo alla scrittura carolina, gradualmente diffusasi in tutta l’Europa latina.

RITRATTI FEMMINILI DAL MUSEO ARCHEOLOGICO DI VENEZIA: FULVIA PLAUTILLA

di Michele Gatto & Patricia Caprino

Dopo l’ascesa di Settimio Severo e la fine della guerra civile, il nuovo imperatore dovette circondarsi di uomini affidabili e di indubbia fedeltà. Uno di essi fu Gaio Fulvio Plauziano, parente di Severo e prefetto del pretorio a partire dal 197 d.C., in precedenza, prefetto dei vigili. La figlia, Fulvia Plautilla, venne infatti designata come moglie di Caracalla, il figlio maggiore di Severo: nelle intenzioni, questo matrimonio avrebbe sia posto le basi per la continuità della dinastia, sia rafforzato la posizione di Plauziano. Plautilla divenne così uno strumento politico, vedendo il proprio destino legato indissolubilmente a quello del padre.

IL CULTO DI APOLLO A SPARTA

di Michele Gatto

Il culto di Apollo può essere considerato uno dei più importanti, se non il principale, dei culti spartani. Al dio erano dedicate tre feste, le Giacinzie, le Carnee e le Gimnopedie, ed era venerato sotto diverse forme, principalmente come Apollo Carneo e Apollo di Amicle. In Laconia, la regione spartana del Peloponneso, gli furono dedicati una trentina di santuari, la maggior parte dei quali concentrata presso il monte Taigeto. Il presente articolo intende analizzare i culti riservati ad Apollo a Sparta non solo nella loro dimensione religiosa, ma anche in quella sociale, descrivendo la personalità del dio ed il modo in cui questa si legava alle sue forme di venerazione. Un culto, quello spartano, che implicava anche fattori non esclusivamente religiosi per il particolare legame col santuario di Delfi.

LA STREGONERIA NELL’UNGHERIA D’ETÀ MODERNA

di Davide Galluzzi

Parlare di stregoneria e caccia alle streghe nell’Ungheria d’Età Moderna significa parlare di un fenomeno estremamente complesso. Non bisogna infatti dimenticare come, per buona parte del periodo considerato, il Regno non fosse diviso solo politicamente, con maggior parte del territorio sotto dominazione ottomana, ma anche religiosamente, con una forte presenza calvinista in diverse regioni ungheresi. Questa divisione della cristianità ebbe un ruolo fondamentale nelle peculiarità della caccia alle streghe ungherese grazie allo sviluppo di una assai più cauta demonologia calvinista. La complessità di questo fenomeno, tuttavia, non consiste solo nell’aspetto religioso, ma anche nel fatto che l’analisi della stregoneria, in Ungheria come altrove, comporta l’analisi di numerosi aspetti delle società d’Età Moderna e impone un approccio multidisciplinare che non si limiti alla mera ricostruzione degli eventi o al solo aspetto religioso.

RITRATTI FEMMINILI DAL MUSEO ARCHEOLOGICO DI VENEZIA: ANTONIA MINORE

di Michele Gatto & Patricia Caprino

All’interno della dinastia Giulio-Claudia, le donne hanno spesso avuto la possibilità di mettersi in evidenza e di mostrare le proprie capacità politiche. Tuttavia, ci sono stati dei casi in cui queste, nonostante il prestigio e la loro influenza, sono rimaste nell’ombra: un esempio è quello di Antonia Minore, figlia di Marco Antonio e Ottavia, sorella di Ottaviano. Dopo aver sposato Druso Maggiore, figlio di Livia, dal quale ebbe Germanico, Livilla e Claudio, una volta rimasta vedova a causa della morte prematura del marito, riuscì a svincolarsi dalle politiche matrimoniali di Augusto e a non risposarsi. In questo modo, divenne un modello di virtù familiare proprio per la condizione di univira, che però non la escluse dall’avere un ruolo importante nella famiglia imperiale.

LA RIVOLTA DEI REMENCES CATALANI, 1462-1486

di Federica Fornasiero

Durante il Medioevo ci sono stati tentativi più o meno riusciti di rivolta; esempi lampanti – quanto meno per il Basso Medioevo – sono sicuramente le conosciutissime jacquerie nella Francia del 1358, il tumulto dei Ciompi nel 1378 e l’insurrezione dei contadini inglesi nel 1381. In questo articolo, si parlerà invece di un’altra rivolta bassomedievale, quella dei remences catalani, contadini in condizione servile il cui nome deriva dal diritto signorile di remensa che insorsero tra 1462 e 1486.

BRASIDA DI SPARTA: UN EROE O GUERRAFONDAIO? PER UN PROFILO DEL PERSONAGGIO NELL’ATENE DEL V a.C.

di Giulia Zinedine Fuschino

Il generale spartano Brasida divenne un eroe della Guerra del Peloponneso (430-404 a.C) grazie ad una formidabile abilità militare e politica. L’articolo che vi presentiamo restituisce un ritratto di questo generale attraverso le opere di due diversi autori ateniesi, i “nemici” Tucidide e Aristofane.

RITRATTI FEMMINILI DAL MUSEO ARCHEOLOGICO DI VENEZIA: LE AUGUSTAE DI TRAIANO

di Michele Gatto & Patricia Caprino

Marco Ulpio Traiano è stato considerato fin dall’antichità uno dei migliori imperatori romani, tanto da ricevere dal Senato il titolo di optimus princeps. Moglie di Traiano era Pompeia Plotina, che seguì il marito nelle sue campagne militari, fino al raggiungimento del titolo imperiale: secondo Plinio il Giovane, degna consorte di Traiano, anche lei ha rappresentato i veri valori morali romani, nello specifico della matrona dotata di moderazione e pudore, definendola sanctissima femina.

LA BATTAGLIA DI LODI E LA NASCITA DEL MITO NAPOLEONICO

di Davide Galluzzi

La Battaglia di Lodi venne da subito abbondantemente rappresentata e fu determinante per lo sviluppo dell’iconografia e del mito napoleonico: con un chiaro effetto propagandistico in Francia, queste immagini uniscono lo spirito repubblicano delle truppe alla rappresentazione del carisma del loro comandante.
Lodi rappresenta quindi l’Anno Zero, il momento iniziale della leggenda napoleonica e del mito del giovane generale destinato dal Fato a guidare la Francia.
Come affermato dallo stesso Napoleone, fu a Lodi che il futuro imperatore si considerò per la prima volta “non più un semplice generale, ma un uomo chiamato a determinare la sorte di un popolo. Mi vidi nella Storia”.

L’IMMAGINARIO RELIGIOSO IN MITOLOGIA E RITUALISTICA DELLE MAFIE

di Daniela Tedone

Mafia, ‘ndrangheta e camorra si servono di un copioso apparato leggendario, ricco anche se confuso, sapientemente creato al fine di nobilitare le proprie origini e la propria ascendenza e di legittimare ideologicamente la proprie abitudini all’abuso, alla violenza e all’assassinio. I miti e le leggende che nel corso del tempo sono stati inventati sono innumerevoli, ma tutti convergono sul comune obiettivo di restituire una visione accattivante, quanto irrealistica, delle organizzazioni e dei loro fini.

RITRATTI FEMMINILI DAL MUSEO ARCHEOLOGICO DI VENEZIA: LE MATRONE DEI FLAVI

di Michele Gatto

Al termine della guerra civile del 68-69 d.C. scoppiata a seguito della morte di Nerone, l’impero passò nelle mani di Vespasiano, che ne ristabilì l’equilibrio perduto con la fine della dinastia Giulio-Claudia. Tra gli aspetti che però differenziavano la dinastia Flavia dalla precedente, sicuramente si può individuare la minore visibilità delle sue matrone. Ad eccezione di Domizia Longina, le altre donne della famiglia hanno in genere assunto un profilo più riservato, tanto da essere definite “invisibili”, forse anche per il poco tempo trascorso ai vertici del potere.

LA FIGURA DI RICCARDO III, TRA USO PUBBLICO E STORIA

di Davide Galluzzi

Fin dall’indomani della sua morte, avvenuta a Bosworth nel 1485, Riccardo III, ultimo re della dinastia Plantageneta, si trovò al centro di una massiccia campagna di demonizzazione cui fece seguito l’utilizzo della sua immagine come pietra di paragone della malvagità, della tirannia e della perversione umana. Come abbiamo visto, gli autori di epoca Tudor distrussero Riccardo per legittimare l’ascesa di Enrico VII, dando vita, però, al paradosso per il quale, ancora oggi, l’ultimo Plantageneto è al centro del dibattito e della rappresentazione culturale, raggiungendo una sorta di immortalità garantitagli da Shakespeare e dalla grandezza della sua opera. Un’immortalità, tuttavia, che condanna Riccardo III a essere per sempre immagine della tirannia e del male, offuscando la verità lentamente emersa con il lavoro degli storici.

LA PIRAMIDE DI CHEOPE

di Emiliano Ancarola

Nell’immaginario comune, quando si pronuncia la parola Egitto immancabilmente si pensa all’archeologia. In effetti la civiltà egizia è stata una delle più floride dell’antichità e ci ha lasciato diverse tracce del suo passato, come templi, obelischi, oggetti in metallo prezioso, la grande sfinge ed imponenti aree funerarie tra cui la Valle dei Re e le piramidi, soprattutto quelle dell’altopiano di Giza. Se però Giza è diventata così importante, lo si deve ad un faraone ambizioso vissuto circa 4500 anni fa: il faraone Khufu, più comunemente conosciuto con il suo nome ellenico Cheope.

RITRATTI FEMMINILI DAL MUSEO ARCHEOLOGICO DI VENEZIA: GIULIA DOMNA

di Michele Gatto

Una volta conclusa l’esperienza della dinastia Antonina a seguito dell’uccisione di Commodo nel 192 d.C., ebbe inizio un periodo di grave crisi e di guerre civili, durante il quale l’elemento militare divenne sempre più preponderante. La situazione si normalizzò con l’ascesa al potere di Settimio Severo, acclamato imperatore dalle legioni della Pannonia nel 193 e in grado di sconfiggere gli altri pretendenti alla porpora, raggiungendo il potere assoluto nel 197 d.C.: di origine africana, Severo diede vita ad una nuova dinastia, legittimata attraverso la creazione di un legame con gli Antonini e nella quale ebbe un ruolo fondamentale la moglie, Giulia Domna.

GUIDO BENTIVOGLIO: LA STORIA COME AZIONE

di Marco Giuseppe Longoni

Il cardinale Guido Bentivoglio (1577-1644) è stato uno dei più celebri storici italiani seicenteschi. Uomo di lettere impegnato nella scrittura storica, ecclesiastico e fine ambasciatore, ha svolto un ruolo centrale nelle vicende diplomatiche dei primi decenni del XVII secolo, grazie alla propria posizione di nunzio apostolico nella Repubblica delle Province Unite e nella travagliata Francia della Prima Reggenza. Nel suo celebre _Della guerra di Fiandra_ ha dedicato importanti pagine alla ricostruzione della grande rivolta delle Province Unite, presentando, come su un grande palcoscenico, i protagonisti e svelandone le maschere. In questo articolo verranno ripercorsi i grandi eventi di quella stagione, dimostrando quanto gli scritti di Guido Bentivoglio, sempre attento a mostrare le vere intenzioni che si celano dietro alle azioni e alle parole, appaiano incredibilmente vicini al gioco di informazioni vere e false che caratterizzano il presente in cui viviamo.