LE LETTERE DI ROBERT GOULD SHAW

di Federica Fornasiero

Questo articolo non vuole essere un necrologio o un’epopea di eroiche gesta, ma una breve riflessione circa il primo reggimento di fanteria di uomini di colore organizzato dall’Unione con a capo un colonnello lungi dall’essere l’eroe perfetto che tutti vorremmo. Robert Gould Shaw fu un uomo del suo tempo, un colto borghese che intraprese la carriera militare a New York nel 1861. Nel 1863, all’indomani della Proclamazione di Emancipazione da parte dell’allora presidente unionista, abolizionista e repubblicano Abraham Lincoln, gli venne proposta dal governatore Andrews l’opportunità di guidare sul campo di battaglia il primo reggimento di persone di colore. Non accettò immediatamente di buon grado: ottenne la nomina perché figlio di una rispettabile famiglia borghese unionista e abolizionista, che lo spinse a prendersi l’onore e l’onere del neonato battaglione. Il senso del dovere e l’ambizione vinsero probabilmente sugli ideali. Perché allora parlare delle lettere del colonnello? Perché sono fonti dirette che ci permettono di considerare il contesto in cui maturò la decisione di ufficializzare il primo reggimento di fanteria di soldati neri; perché ci offre un importante spaccato sulla dura vita delle truppe durante la Guerra di Secessione Americana; perché è possibile entrare per un solo attimo nel cuore e nella testa di un uomo come tanti, scosso, scisso, riflessivo, nostalgico, pregiudiziale, che in pochi mesi si vide alla testa di uomini con i quali condivise un’avventura che li portò in breve tempo alla morte.

IL SINDACATO DEL PODESTÀ NEL MEDIOEVO

di Federica Fornasiero

La parola sindacato ha subito una notevole trasformazione nel tempo, a partire dal concetto romano della difesa e tutela, al contemporaneo rimando ad una associazione di salvaguardia di interessi comuni ad una categoria. In età comunale e signorile, la sua evoluzione sfociò in una forma di controllo giuridico-finanziario dell’operato e della gestione della cosa pubblica da parte del podestà cittadino, al quale per un limitato periodo di tempo ne era demandata l’amministrazione.

LA MARGINALITÀ NEL BASSO MEDIOEVO

di Federica Fornasiero

Questo articolo intende proporre una succinta analisi circa la marginalità nel Basso Medioevo, con particolare attenzione a vagabondi, mendicanti e prostitute. La questione della emarginazione nel Medioevo rimane tuttora aperta. Gli storici sempre più si stanno interessando a questi temi, soprattutto dando maggiore attenzione alla sfera femminile, sulla quale a lungo è pesato un assordante silenzio storiografico. La strada da percorrere è ancora lunga, probabilmente tortuosa, ma sicuramente molto interessante e stimolante. Inoltre, il problema, decisamente complesso e sfaccettato, merita un’attenzione particolare e analisi maggiormente aggiornate e approfondite, che possano infine dare voce a quelle categorie di reietti a lungo sottovalutate e ignorate.

BERNABÒ VISCONTI E LA PRESA DI REGGIO

di Federica Fornasiero

Reggio Emilia era considerata, nel XIV secolo, una città allettante dal punto di vista commerciale, militare e geopolitico. Per questo motivo venne a lungo contesa tra i Visconti – in vista di una lungimirante espansione padano-emiliana – e gli Este. Il Comune, al tempo sotto la dominazione dei Gonzaga, faceva inoltre gola sia a Firenze, sia allo Stato Pontificio. La presa di Reggio pertanto costituì per i Visconti un’importante occasione per piegare le altre signorie e la nobiltà locale a un rapporto di subordinazione vassallatica, allo scopo di costruire un vasto, ricco e accentrato stato visconteo.
Parigi sarà ben valsa una messa, ma per Reggio…beh per Reggio si sono fatte pazzie!

QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA: ERESIE ED ERETICI MEDIEVALI

di Federica Fornasiero

Si fa spesso l’errore di associare il Medioevo con la caccia alle streghe, donne a cavallo di bastoni o scope, sfreccianti nel cielo e dedite a demoniaci rituali orgiastici, sabba, malefici di ogni genere e sorta, sprezzanti delle istituzioni e coraggiose anticonformiste, infine torturate e condotte al rogo. Beh, non che durante il Medioevo non si siano accese pire e purificati empi animi deviati, ma non si può ancora parlare di stregoneria almeno fino al XV secolo. Ma allora a cosa si fa riferimento?

IL MASSACRO DI TULSA (OKLAHOMA, 1921)

di Federica Fornasiero

30 maggio 1921: Dick Rowland, lustrascarpe nero di Tulsa, lavorava in centro città. A causa della segregazione razziale, l’unica toilette in cui erano autorizzati gli afroamericani si trovava nel Dexler Building e per raggiungerla si doveva utilizzare l’ascensore. Non si sa esattamente come andarono le cose, probabilmente Dick inciampò cadendo su Sarah Paige e venne accusato di aggressione e tentato stupro. La polizia allora prelevò il diciannovenne e i giornali iniziarono a diffondere la notizia dell’aggressione, nonostante gli agenti non avessero ancora accusato Rowland. Il Tulsa Daily World pubblicò un articolo intitolato «Nab negro for attacking girl in an elevator», fornendo un pretesto per il linciaggio. Così un drappello di bianchi si raggruppò chiedendo che il ragazzo fosse consegnato loro, in modo che potessero fare giustizia; contemporaneamente un gruppo di neri si armò per andare a difendere il presunto colpevole. Inizia così la storia del Massacro di Tulsa.

A TRUE ACCOUNT OF A CELEBRATED SECRET

di Federica Fornasiero

Noi di Scacchiere Storico abbiamo più volte puntualizzato che le colonne portanti del fare storia sono e devono essere le fonti, di qualsiasi epoca e luogo, di qualsiasi “parte”, fonti volontarie e involontarie, falsi storici e documentazione pubblica; insomma, per farla breve, tutto ciò che è prodotto dall’uomo nel tempo e nello spazio è considerato o considerabile una fonte. In questo articolo, dunque, si spiegherà nello specifico un fenomeno che ben si presta a questa tipologia di analisi, ossia la taumaturgia regia in relazione alla scrofolosi, presentando anche una fonte utile ad analizzare il fenomeno preso in esame.