LA RICERCA IN ARCHIVIO E LE REGOLE DEONTOLOGICHE PER RICERCATORI E ARCHIVISTI

di Federica Fornasiero

Come si procede nella ricerca d’archivio? Quando ci si approccia alla ricerca, la prima cosa da fare è banalmente capire cosa si vuole cercare e dove; bisogna anche sapere quali siano le funzioni e le attività dell’ente e come ha prodotto o acquisito le carte. Inoltre, è necessario sempre avere chiare delle coordinate basilari per la ricerca, utili anche per la richiesta delle carte da consultare.

LA PRIMA CROCIATA (1096-1099)

di Federica Fornasiero

Clermont 1095: papa Urbano II pronuncia il famoso appello con il quale ha dato avvio alla Prima Crociata, conclusasi nel 1099 con la presa di Gerusalemme. Questo articolo intende analizzare cause, conseguenze e motivi che hanno portato al primo pellegrinaggio armato medievale.

LA CONSULTAZIONE E LA CONSULTABILITÀ DEI DOCUMENTI ARCHIVISTICI

di Federica Fornasiero

Di norma, l’accesso agli archivi storici è gratuito. Il Codice dei Beni Culturali specifica all’art. 103, comma 2 che «l’accesso alle biblioteche e agli archivi pubblici per finalità di lettura, studio e ricerca è gratuito». Gli archivi devono predisporre di un adeguato spazio adibito alla consultazione dei documenti (purtroppo, non sempre si hanno spazi adeguati, come accade, per esempio ma non solo, nel caso di piccoli archivi parrocchiali), nel quale è possibile prendere visione non solo delle carte, ma anche del regolamento di sala studio (che generalmente enumera diritti e doveri dell’utente, procedure, divieti ed eventuali sanzioni, servizi) e degli strumenti di ricerca; qualche archivio mette inoltre a disposizione una biblioteca più o meno corposa.

MAMMA MIA DAMMI CENTO LIRE CHE IN AMERICA VOGLIO ANDAR: STORIA DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA NEL XIX SECOLO

di Federica Fornasiero

Questo articolo si propone di riassumente parte delle dinamiche relative alla Grande Emigrazione, fenomeno migratorio che interessò l’Italia postunitaria fino agli albori del Novecento, che ha avuto diverse e concatenate cause e conseguenze e che ha influenzato la Penisola negli anni seguenti. L’accento è stato posto sulle direttrici transoceaniche, che alla fine del XIX secolo videro migliaia di connazionali salpare verso le Americhe in cerca di fortuna.

RIORDINO ARCHIVISTICO, DESCRIZIONE E INVENTARIAZIONE

di Federica Fornasiero

Tra i compiti principali dell’archivista si possono sicuramente annoverare il riordino, la descrizione e l’inventariazione. Il riordino archivistico attiene alla fase dell’archivio storico ed è l’operazione preliminare e necessaria all’inventariazione. Dopodiché, si passa alla descrizione e alla conseguente compilazione dei relativi strumenti di ricerca e consultazione. L’inventario è l’epilogo delle operazioni di descrizione archivistica e si compila ad archivio (storico) riordinato.

SCARTO E VERSAMENTO

di Federica Fornasiero

La fase relativa all’archivio di deposito è fondamentale e delicata, in quanto si tratta di una fase transitoria e semiattiva. I documenti infatti “riposano” nell’archivio di deposito in attesa delle procedure di scarto e versamento. Lo scarto è l’insieme delle procedure di valutazione periodiche, necessarie e indispensabili, al fine di selezionare «quale parte della documentazione prodotta da un ente debba essere conservata in maniera permanente (con relativo passaggio dagli archivi di deposito agli archivi storici) e quale […] possa essere invece distrutta, ossia inviata al macero». A questo punto, le unità selezionate per la conservazione permanente vengono versate negli archivi competenti, storici per gli enti non statali o privati dichiarati, di Stato per gli archivi statali; viene altresì stilato un elenco di versamento.

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI ARCHIVI ITALIANI, LA LORO CLASSIFICAZIONE E LE TRE FASI DELL’ARCHIVIO

di Federica Fornasiero

Durante il nostro percorso, prima di tutto è bene comprendere le definizioni di archivio e fondo. Secondariamente, gli archivi possono essere suddivisi in pubblici e privati. Inoltre, prendono la loro “denominazione” – vengono quindi classificati – in base alla loro natura oppure da funzioni e scopi dei soggetti produttori. Infine, la vita degli archivi ha tre fasi: archivio corrente, di deposito e storico.

BREVE STORIA DEGLI ARCHIVI: DAL SETTECENTO ALL’ITALIA POSTUNITARIA

di Federica Fornasiero

Il Settecento, secolo dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese (che pose fine all’ancien régime), portò alla pubblicità degli archivi, caratterizzati a partire dalla nascita delle signorie dai cosiddetti trésor des chartes e dagli archivi segreti del potere pubblico. In Italia, la gestione archivistica rimase frammentata e soggetta agli ordinamenti locali fino all’Unità, quando si pose l’impellente problema di trovare una soluzione alla situazione ereditata e di organizzare l’accentramento e l’uniformità delle norme e delle metodologie archivistiche. Il XIX secolo rappresentò, pertanto, un periodo di svolta e di dibattito in merito.

MUSSOLINI, IL FASCISMO, LA FABBRICA E LA COMPANY TOWN: IL CASO DALMINE

di Federica Fornasiero

Dalmine è una città solo apparentemente priva di storia; una città le cui sorti sono ormai intimamente intrecciate con quelle della Dalmine (dapprima Mannesmann, oggi TenarisDalmine), il tubificio che nel corso del Novecento cambiò definitivamente il volto del piccolo borgo della bassa bergamasca. Ma cosa c’entrano Mussolini e il fascismo con la città bergamasca? Cosa si intende per company town? Ebbene, questo breve contributo cercherà di dare risposta a queste domande, svelando un passato forse ancora sconosciuto ai più.

BREVE STORIA DEGLI ARCHIVI: MEDIOEVO ED ETÀ MODERNA

di Federica Fornasiero

A seguito della caduta dell’Impero Romano d’Occidente e della nascita dei regni romano-barbarici, l’unità archivistica romana subì un duro colpo: le pratiche archivistiche persero quella continuità che aveva caratterizzato l’antichità romana; andò altresì scemando anche l’importanza di un centro regolatore delle pratiche di ricezione e ordinamento della documentazione prodotta. Tuttavia, a partire dalla tarda antichità fino all’Età Moderna non si perse la consapevolezza dell’importanza di salvaguardare i documenti.

BREVE STORIA DEGLI ARCHIVI: GLI ARCHIVI DELL’ANTICHITÀ

di Federica Fornasiero

Qual è lo scopo degli archivi? La funzione principale degli archivi e degli archivisti è la conservazione e la salvaguardia della memoria, sia a fini amministrativi, sia di ricerca storica. Memoria e testimonianza di sé e della propria civiltà sono qualcosa che gli uomini, sin dall’alba dei tempi, si impegnano – più o meno consapevolmente – a conservare e tramandare ai posteri.

ARCHIVI: COSA SONO, A COSA SERVONO, COME SI ACCEDE

di Federica Fornasiero

Inauguriamo la nostra rubrica cercando di porre le basi per districarsi tra le diverse nozioni archivistiche e per rispondere a domande che sono tutt’altro che banali: cosa sono gli archivi? A cosa servono? Come ci si accede?

LA LOTTA PER LE INVESTITURE: LO SCONTRO EPOCALE TRA PAPATO E IMPERO

di Federica Fornasiero

Tra XI e XII secolo, papato e impero si scontrarono in quella che verrà poi definita la lotta per le investiture. Questo fu un vero e proprio conflitto, caratterizzato da scomuniche, nomine e deposizioni, che esplose tra le due massime autorità dell’epoca per affermare la supremazia politica, economica, territoriale e simbolica. Al centro della disputa vi era il diritto di nominare i vescovi del Sacro Romano Impero, un privilegio che da tempo legava gli alti prelati all’imperatore mediante rapporti vassallatico-beneficiari, mediante cioè investitura. A partire dall’XI secolo, la temperie socioculturale, religiosa e politica dell’Europa stava cambiando. In questo fervente clima maturò non solo la controversia per stabilire chi dovesse per diritto nominare gli alti prelati, ma anche chi potesse vantare la supremazia sull’altro e sulla comunità dei fedeli: il papa o l’imperatore?

VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT. DAL PARTICOLARISMO ALL’UNIVERSALISMO GRAFICO ALTOMEDIEVALE: MEROVINGICA E CAROLINA

di Federica Fornasiero

L’evoluzione della scrittura, dai geroglifici egiziani alla scrittura carolina, ha subito variazioni significanti legate a contesti storici e culturali. Tra il VI e il IX secolo, si sviluppò il cosiddetto particolarismo grafico, che cedette poi il passo alla scrittura carolina, gradualmente diffusasi in tutta l’Europa latina.

LA RIVOLTA DEI REMENCES CATALANI, 1462-1486

di Federica Fornasiero

Durante il Medioevo ci sono stati tentativi più o meno riusciti di rivolta; esempi lampanti – quanto meno per il Basso Medioevo – sono sicuramente le conosciutissime jacquerie nella Francia del 1358, il tumulto dei Ciompi nel 1378 e l’insurrezione dei contadini inglesi nel 1381. In questo articolo, si parlerà invece di un’altra rivolta bassomedievale, quella dei remences catalani, contadini in condizione servile il cui nome deriva dal diritto signorile di remensa che insorsero tra 1462 e 1486.

LO SCONTRO TRA GIOVANNI XXII E MATTEO VISCONTI, I SUOI FIGLI E I SUOI FAUTORI: OMNES DE PRAVITATE HERETICA LEGIPTIME CONDENNATOS

di Federica Fornasiero

In questo breve articolo si è cercato di spiegare una questione complessa, dalla svariate sfaccettature e considerabile sotto diversi punti di vista. Si è quindi cercato di fare una sintesi che possa essere il più possibile esaustiva e che possa anche stimolare la curiosità dei lettori. Si è visto come la lotta tra papato e impero si intersechi con la famigerata questione ghibellina italiana e come il pontefice e l’imperatore si siano mossi su un terreno tutt’altro che solido. Si è voluto inoltre considerare, anche attraverso le fonti, come si agì nei confronti di chi si reputava ribelle e come questa disobbedienza venisse paragonata al crimine di eresia. È inoltre interessante notare come cambino le strategie di attacco o difesa in base alle contingenze. Mosse e contromosse hanno delineato un quadro sicuramente complicato, ma estremamente interessante.

PATARINI E PATARIA: LE RIVOLTE RELIGIOSE NELLA MILANO DELL’XI SECOLO

di Federica Fornasiero

La pataria fu un movimento riformatore spontaneo sviluppatosi verso la metà dell’XI secolo in Lombardia dalla predicazione di Arialdo, che inaugurò la lotta al clero corrotto, simoniaco e nicolaita. L’intento del movimento era quello di ricondurre la Chiesa agli originali insegnamenti evangelici: povertà, condivisione dei beni, rigore morale e rinuncia al potere. La pataria andò definendosi e diffondendosi in un periodo – il XI secolo – già segnato da tentativi di riformare la chiesa; tuttavia, gradualmente, dopo una prima fase maggiormente radicale, la spinta riformatrice si ridimensionò fino ad essere parzialmente assorbita dalla riforma gregoriana, soprattutto alla morte dei capi patarini.

LO STATO VISCONTEO: FASI ESPANSIVE E GOVERNO SIGNORILE

di Federica Fornasiero

I Visconti furono una delle principali famiglie nobili italiane, tra le più antiche e potenti: riuscirono ad imporsi gradualmente sulla scena politica sin dal X secolo e a governare, quasi ininterrottamente, su Milano e sulla Lombardia storica per circa due secoli, dal 1277 al 1447. L’estensione territoriale dello stato visconteo fu sicuramente una cartina tornasole delle doti politiche, militari, diplomatiche e amministrative della dinastia. Tuttavia, si possono individuare diverse fasi espansive che andarono di pari passo con le diverse congetture locali, nazionali e internazionali.

QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA: INQUISITORI E INQUISIZIONE MEDIEVALI

di Federica Fornasiero

Gli inquisitori agivano nel rispetto dell’ortodossia religiosa e in difesa dei valori e degli insegnamenti della Chiesa e delle scritture. L’uso della violenza, dell’intimidazione – anche psicologica – e del serrato controllo dottrinale sono aspetti che non possono essere sottovalutati e che furono reputati necessari per evitare che le ideologie eterodosse prendessero il sopravvento. Si doveva inoltre difendere il primato ecclesiastico nella predicazione e nella divulgazione del verbo divino: l’approccio alle scritture, la loro interpretazione, comprensione e diffusione non poteva essere delegato, ed era un diritto e un dovere del solo clero. Il fine dell’azione inquisitoriale era ricondurre l’eretico nell’alveo dell’ortodossia attraverso il processo e la predicazione. Si è cercato pertanto di riassumere quantomeno le principali caratteristiche dell’Inquisizione e degli inquisitori medievali. Ovviamente, l’attività antiereticale non è ascrivibile solo ed esclusivamente a questo periodo storico, ma continuò a palesarsi, svilupparsi e irrigidirsi nei secoli successivi e soprattutto nell’Età Moderna.

DONNE CRIMINALI NEL BASSO MEDIOEVO: STORIA SOCIALE E STORIA DI GENERE

di Federica Fornasiero

Negli ultimi trent’anni circa la storia sociale e la storia di genere hanno avuto un impulso notevole. Anche le donne, a lungo escluse dalla società “maschile” e di conseguenza dalla storiografia, hanno iniziato ad attirare l’attenzione degli storici e delle storiche. Stiamo parlando non più solo di grandi figure femminili del passato, ma anche di donne comuni, la cui quotidianità fu frammentariamente riportata: la presenza muliebre nelle fonti medievali è per lo più scarsa ed è sicuramente inferiore alla presenza della controparte maschile. Questo articolo si propone quindi di spiegare quali siano le cause di questa penuria di informazioni a livello documentario e della conseguente lacuna storiografica che ne derivò, nonché di riflettere sulla criminalità femminile nel Basso Medioevo. Si vorrà inoltre presentare un contributo di genere, che non si limiti alla mera storia femminile, ma che consideri quindi l’imprescindibile rapporto tra i sessi nella società. Una società che non dimentichiamoci essere intimamente patriarcale e a misura d’uomo.

POVERI, POVERTÀ E CARITÀ NEL BASSO MEDIOEVO

di Federica Fornasiero

Chi è “il povero”? È davvero difficile cercare di rispondere a questa domanda, soprattutto perché questa condizione cambia nel tempo e nello spazio, parallelamente al variare del contesto in cui essa si sviluppa e si esplicita. Quest’ultima è inoltre legata a mutamenti naturali, economici, sociali, culturali e psicologici, nonché alla sensibilità con la quale ogni società ci si confronta. Per definire il concetto di povertà si deve quindi considerare, analizzare e studiare il contesto storico, economico, sociale e culturale nel quale matura e si rivela. Inoltre, “povertà” non esprime una condizione o un’idea univoca e assoluta, bensì relativa non solo alla società in cui si esplicita, ma anche all’individuo che è parte di essa e che si percepisce più o meno adeguato agli standard socio-economici e culturali della comunità a cui appartiene.

LE LETTERE DI ROBERT GOULD SHAW

di Federica Fornasiero

Questo articolo non vuole essere un necrologio o un’epopea di eroiche gesta, ma una breve riflessione circa il primo reggimento di fanteria di uomini di colore organizzato dall’Unione con a capo un colonnello lungi dall’essere l’eroe perfetto che tutti vorremmo. Robert Gould Shaw fu un uomo del suo tempo, un colto borghese che intraprese la carriera militare a New York nel 1861. Nel 1863, all’indomani della Proclamazione di Emancipazione da parte dell’allora presidente unionista, abolizionista e repubblicano Abraham Lincoln, gli venne proposta dal governatore Andrews l’opportunità di guidare sul campo di battaglia il primo reggimento di persone di colore. Non accettò immediatamente di buon grado: ottenne la nomina perché figlio di una rispettabile famiglia borghese unionista e abolizionista, che lo spinse a prendersi l’onore e l’onere del neonato battaglione. Il senso del dovere e l’ambizione vinsero probabilmente sugli ideali. Perché allora parlare delle lettere del colonnello? Perché sono fonti dirette che ci permettono di considerare il contesto in cui maturò la decisione di ufficializzare il primo reggimento di fanteria di soldati neri; perché ci offre un importante spaccato sulla dura vita delle truppe durante la Guerra di Secessione Americana; perché è possibile entrare per un solo attimo nel cuore e nella testa di un uomo come tanti, scosso, scisso, riflessivo, nostalgico, pregiudiziale, che in pochi mesi si vide alla testa di uomini con i quali condivise un’avventura che li portò in breve tempo alla morte.

IL SINDACATO DEL PODESTÀ NEL MEDIOEVO

di Federica Fornasiero

La parola sindacato ha subito una notevole trasformazione nel tempo, a partire dal concetto romano della difesa e tutela, al contemporaneo rimando ad una associazione di salvaguardia di interessi comuni ad una categoria. In età comunale e signorile, la sua evoluzione sfociò in una forma di controllo giuridico-finanziario dell’operato e della gestione della cosa pubblica da parte del podestà cittadino, al quale per un limitato periodo di tempo ne era demandata l’amministrazione.

LA MARGINALITÀ NEL BASSO MEDIOEVO

di Federica Fornasiero

Questo articolo intende proporre una succinta analisi circa la marginalità nel Basso Medioevo, con particolare attenzione a vagabondi, mendicanti e prostitute. La questione della emarginazione nel Medioevo rimane tuttora aperta. Gli storici sempre più si stanno interessando a questi temi, soprattutto dando maggiore attenzione alla sfera femminile, sulla quale a lungo è pesato un assordante silenzio storiografico. La strada da percorrere è ancora lunga, probabilmente tortuosa, ma sicuramente molto interessante e stimolante. Inoltre, il problema, decisamente complesso e sfaccettato, merita un’attenzione particolare e analisi maggiormente aggiornate e approfondite, che possano infine dare voce a quelle categorie di reietti a lungo sottovalutate e ignorate.

BERNABÒ VISCONTI E LA PRESA DI REGGIO

di Federica Fornasiero

Reggio Emilia era considerata, nel XIV secolo, una città allettante dal punto di vista commerciale, militare e geopolitico. Per questo motivo venne a lungo contesa tra i Visconti – in vista di una lungimirante espansione padano-emiliana – e gli Este. Il Comune, al tempo sotto la dominazione dei Gonzaga, faceva inoltre gola sia a Firenze, sia allo Stato Pontificio. La presa di Reggio pertanto costituì per i Visconti un’importante occasione per piegare le altre signorie e la nobiltà locale a un rapporto di subordinazione vassallatica, allo scopo di costruire un vasto, ricco e accentrato stato visconteo.
Parigi sarà ben valsa una messa, ma per Reggio…beh per Reggio si sono fatte pazzie!

QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA: ERESIE ED ERETICI MEDIEVALI

di Federica Fornasiero

Si fa spesso l’errore di associare il Medioevo con la caccia alle streghe, donne a cavallo di bastoni o scope, sfreccianti nel cielo e dedite a demoniaci rituali orgiastici, sabba, malefici di ogni genere e sorta, sprezzanti delle istituzioni e coraggiose anticonformiste, infine torturate e condotte al rogo. Beh, non che durante il Medioevo non si siano accese pire e purificati empi animi deviati, ma non si può ancora parlare di stregoneria almeno fino al XV secolo. Ma allora a cosa si fa riferimento?

IL MASSACRO DI TULSA (OKLAHOMA, 1921)

di Federica Fornasiero

30 maggio 1921: Dick Rowland, lustrascarpe nero di Tulsa, lavorava in centro città. A causa della segregazione razziale, l’unica toilette in cui erano autorizzati gli afroamericani si trovava nel Dexler Building e per raggiungerla si doveva utilizzare l’ascensore. Non si sa esattamente come andarono le cose, probabilmente Dick inciampò cadendo su Sarah Paige e venne accusato di aggressione e tentato stupro. La polizia allora prelevò il diciannovenne e i giornali iniziarono a diffondere la notizia dell’aggressione, nonostante gli agenti non avessero ancora accusato Rowland. Il Tulsa Daily World pubblicò un articolo intitolato «Nab negro for attacking girl in an elevator», fornendo un pretesto per il linciaggio. Così un drappello di bianchi si raggruppò chiedendo che il ragazzo fosse consegnato loro, in modo che potessero fare giustizia; contemporaneamente un gruppo di neri si armò per andare a difendere il presunto colpevole. Inizia così la storia del Massacro di Tulsa.

A TRUE ACCOUNT OF A CELEBRATED SECRET

di Federica Fornasiero

Noi di Scacchiere Storico abbiamo più volte puntualizzato che le colonne portanti del fare storia sono e devono essere le fonti, di qualsiasi epoca e luogo, di qualsiasi “parte”, fonti volontarie e involontarie, falsi storici e documentazione pubblica; insomma, per farla breve, tutto ciò che è prodotto dall’uomo nel tempo e nello spazio è considerato o considerabile una fonte. In questo articolo, dunque, si spiegherà nello specifico un fenomeno che ben si presta a questa tipologia di analisi, ossia la taumaturgia regia in relazione alla scrofolosi, presentando anche una fonte utile ad analizzare il fenomeno preso in esame.